lunedì 10 novembre 2008

Comunicazione e linguaggi


Comunicare è scambiare con gli altri i significati delle proprie esperienze.
Fino ai 6-8 anni,in una conversazione tra bambini,la comprensione non è ancora legata al discorso,ma corrisponde alla coincidenza di schemi di riferimento che i bambini hanno assunto nella loro vita di casa o di scuola. manca ancora,a questa età,la capacità di mettersi dal punto di vista dell' altro,condizione indispensabile per attuare una comunicazione valida.
Per favorire lo sviluppo della comunicazione è importante offrire la possibilità di sperimentare tante forme di linguaggio perchè ogni individuo possa trovare i canali che gli sono più congeniali.
I linguaggi sperimentabili sono:il canto,il collage,il mimo,il disegno,la danza,il murale,il film,la fotografia,il fumetto,il modellaggio,la musica la pittura e la gestualità.
L' arrichimento del linguaggio avviene per gradi,attraverso la conquista di capacità e abilità specifiche. Si giunge alla conoscenza e alla possibilità di tradurre le idee in simboli passando tra le strade del limguaggio sensoriale-emotivo e rappresentativo delle sue molteplici forme.

La Drammatizzazione

La drammatizzazione si realizza generalmente con la rapprensentazione di un testo in cui compaiono vari personaggi.Si fonda quindi sul gioco dei ruoli che ha il compito di definire se stessi come figure sociali.
E' necessario rendere critici i soggetti rispetto ai ruoli giocati dalle persone che stanno intorno,assumendo i punti di vista degli altri,sperimentando dinamiche di rapporto interpersonale,assumendouna visione del reale meno egocentrica e più flessibile.
Atraverso la drammatizzazione si realizzano obbiettivi inerenti:
  • alla socialità attraverso gli accordi di gruppo,la discussione e il coordinamento delle azioni;
  • all' emotività attraverso l' espressione improvvisa e spontanea di comportamenti carichi di intensità emotiva;
  • all' uso dei linguaggi,attraverso la messa in atto di tutte le potenzialità motorie,mimiche,gestuali,sonore del corpo,fonte e veicolo principale dell'azione;
  • alla creatività attraverso le risposte date l' esigenza di cambi di scena,fondali,costumi,dialoghi,ruoli,che esercitano l' elasticità mentale per la creazione di soluzioni sempre nuove.

Nella drammatizzazione assumono importanza rilevante la voce e l' espressione gestuale. queste danno enfasi e tonoal teso e necessitano di specifiche esercitazioni..

Teatro delle ombre

Una possibilità animativa da utilizzare con qualsiasi tipo di utenza è il teatro delle ombre.Con pochi strumenti è possibile allestire un teatro per ogni esigenza:una parete bianca o un lenzuolo,una lampada o un proiettore,diapositive selezionate in base alla necessità.
In base alla distanza dal telo delle forme (sagome di cartone,marionette ecc..) o delle persone che improvvisano la scena,si possono ottenere effetti di maestosità o di rimpicciolimento della figura:una persona che giunge da lontano può,camminando all' indietro,dare la sensazione di avvicinarsi riflettendo la sua immagine sul telo che diventa via via più grande.
Con piccoli accorgimenti si possono creare dei fondali (teatrini di carta),oppure effetti di luce (facendo ruotare una goccia di vetro,come quelle dei lampadari,posta davanti al fascio di luce si realizza una grande varietà di punti più o meno luminosi).
L' utilizzo del teatro delle ombre è utile:
  1. con bambini portatori di handicap,che possono così acquisire una migliore coordinazione motoria globale e segmentaria,controllare i propri movimenti (giochi di lotta,azioni eseguite al rallentatatore);
  2. con gli adolescenti che possono giocare con il fantasmatico legato alla fase di crescita;
  3. con gli anziani che possono valorizzare il racconto delle esperienze,la trasmissione di valori,costruire relazioni nella realizzazione di una drammatizzazione

Qualche anno fa a Rovigo ho visto il teatro delle ombre rivolto ai banbini,è stato molto istruttivo vedere come era organizzato,il modo in cui gli animatori imitavano le ombre degli animali,delle persone.C'era molta affluenza non solamente infantile ma anche adolescenziale ma soprattutto senile.

La psico-motricità

La psico-motricità è l' insieme delle attività di movimento,gestuali,operative,strettamente legate alla crescita fisica e intellettuale dell'individuo.
Movimento e apprendimento sono infatti strettamente collegati.
Qualunque linguaggio si voglia mettere in campo-figurativo/pittorico,verbale/simbolico-trova la sua matrice originaria nel linguaggio corporeo gestuale.
All' azione spontanea di una fase psico-motoria libera e globale di un gruppo (es aggressività giocata nella lotta regolamentata da regole condivise,giochi con arrampicate e cadute sul tappettone)l' animatore fa seguire la fase della riflessione nella quale i bambini esprimono le proprie emozioni,i propri vissuti e giungono a una forma di autocoscienza.
Da queste verbalizzazioni l'animatore può ricavare spunti sia per la rappresentazione dei vissuti in forme mimiche,plastiche,pittoriche,sia per lo sviluppo della comunicazione nelle forme di dialogo,racconto,testo libero.
Un esempio di spico motricità si esprime nell'educazione fisica,o nelle attività creative con la pittura o il collage.

giovedì 6 novembre 2008

Il giocodramma

Il giocodramma è la tecnica rivolta ai bambini,consiste nel sollecitare e approfondire la loro curiosità,perchè abbiano modo di conoscere,esprimersi e divertirsi,partendo da un argomento che li interessi o da una semplice traccia.
Il gioco drammatico,presente fin dalle prime attività ludiche del bambino,ha infatti,un ruolo fondamentale nel suo sviluppo affettivo,intellettuale e sociale e si rivela come il principale meccanismo con il quale il bambino organizza sentimenti e pensieri,apprende e si sviluppa.
La trascrizione di dialoghi,battute,racconti che si sviluppano spontanei tra i bambini,possono offire ricchi spunti per la drammatizzazione.


Il gioco



Il gioco è una delle tecniche principali dell' animazione e dell' educazione.
Esso è un fenomeno proteiforme,che si caratterizza per l' improduttività,la piacevolezza,la spontaneità,lo stacco dalla routine,la tranquillità,la regolamentazione unita alla libertà di azione,l' incertezza,la finzione.
E' stupefacente come siano multiformi i giochi umani.
Le persone si impegnano in un infinità di attività diverse,dal ripetere un' azione,al ,muoversi liberamente ,al recitare,al lavorare d'ingegno,al competere in qualche gara e ogni volta pensano di stare giocando.
Il bambino nel gioco,stimolato dalla realtà,tende a elaborare creativamente organizzazioni mentali nuove,raggiunge un buon equilibrio emotivo e impara a controllare le proprie ansie.
Con i bambini è possibile utilizzare il gioco come dispositivo di avio dei rapporti con la formula:"giochiamo e diventeremo amici".

Le attività espresivo-creative

La creatività del bambino non si misura solamente nell'attività scolastica,ma anche in contesti esterni.Per esempio si sviluppa anche nell' animazione,essa è una pratica finalizzata alla scoperta dei bisogni reali,e allo sviluppo di potenzialità nei soggetti.
Presupposto dell' animazione è il carattere ludico dell'attività umana che ne bambini tende a soddisfare i bisogni di affettività,movimento e conoscenza.
Una delle prime attività è l' improvvisazione e la libera espressione.
Essa consiste nel fare teatro o creare una situazione ludica in cui i protagonisti si assegnano i vari personaggi e,secondo la presenza o meno di una traccia schematica di azione,improvissano i dialoghi.
Queste tecniche insegnano a pensare,stimolano l' osservazione,l' attenzione dei particolari,alle reazioni degli altri,abituano ad adattarsi a situazioni nuove cambiando l' uso dei linguaggi,variando il significato di simboli e immagini.
Un aspetto molto importante da sottolineare è che la creatività si sviluppa in un clima favorevole,un clima non solo permissivo,ma anche ricco di stimoli. Ciò vuol dire che occorre assicurare un ambiente di sicurezza psicologica che si realizza accettando il soggetto com'è!!!